· MISSION DEL PORTALE “ALTI RENDIMENTI” DELLA UNI-CO.LIVE GENOVA SRL

Il portale Alti Rendimenti nasce in primis per offrire delle rendite a due cifre con un rischio inferiore rispetto a investimenti tradizionali che offrano tale redditività, ma nasce anche per superare le difficoltà connesse con la start up, denominata Uni.co.live Genova Srl, nel reperire i fondi per l’attivazione dei propri progetti immobiliari per la creazione di reale valore connessi con il mezzo ormai consolidato della raccolta tramite crowdfunding. Occorre, infatti, sottolineare che in Italia la raccolta attraverso il crowdfunding fu inizialmente proprio rivolta alle start up innovative per essere poi estesa anche alle PMI innovative e, infine, a tutte le PMI. Escludendo, quindi, soltanto le grandi imprese. Questa scelta di governance adottata dal legislatore, di fatto, pur allargando la platea di possibilità di accesso al credito condiviso delle imprese italiane, allo stesso tempo ha snaturato il senso del crowdfunding nato, appunto, per supportare le aziende nella fase seed o di early stage; queste, infatti, essendo prive di bilancio (o avendo bilanci nei quali è necessario investire, per mantenere la qualifica dell’innovazione, notevoli risorse nella ricerca) non hanno, oggi, possibilità di accedere altrimenti al credito ordinario.
A seguito di questa scelta del legislatore l’entrata in campo, in pratica, della stragrande maggioranza delle imprese italiane ha costretto, poi, i portali gestiti da intermediari a fare giocoforza selezione del grande numero di soggetti offerenti e ciò ha portato, tali portali, nel rispetto del nobile fine di tutelare sempre gli interessi dell’investitore, a dare priorità a imprese consolidate e di grande consistenza patrimoniale. Imprese che nella maggior parte dei casi, però, potrebbero accedere al credito ordinario e svilendo così, tout court, lo scopo originario del crowdfunding finalizzato a incrementare gli investimenti in imprese nascenti e con idee innovative. Contestualmente offrendo agli investitori delle rendite superiori con una condivisione del rischio tra una moltitudine di soggetti con un minore impatto economico sul mercato per le eventuali sofferenze che si fossero innescate.
Le regole dei portali di crowdfunding, oggi, non possono che privilegiare chi può dare maggiori garanzie agli investitori e non chi ha idee innovative giacché quest’ultime possono presentare difficoltà di penetrazione sul mercato e non sono sempre percepibili come utilità e, inoltre, necessitano di un certo tempo per essere assimilate. Tale circostanza ha costretto le start up – con idee innovative – a reperire capitali sul mercato del credito sempre attraverso il rivoluzionario mezzo del crowdfunding però non più attraverso i descritti portali pubblici, bensì per conto proprio, innescando il cosiddetto crowdfunding Do It Yourself (CDIY).
Il regolamento CONSOB sulla raccolta di capitali di rischio attraverso portali on line di crowdfunding, quando fu emanato, aveva una sua efficacia e logica giacché serviva a regolare l’entrata sul mercato del credito da parte d’imprese realmente innovative e non tese, quindi, a raggranellare solo denaro sul mercato senza scopi reali d’investimento sano. Oggi, con l’apertura a quasi tutte le imprese italiane, rappresenta un limite reale, poiché esclude, di fatto, la possibilità di raccogliere equity da parte delle imprese innovative sul mercato del crowdfunding.
Una impresa innovativa, infatti, non potrebbe accedere a un portale pubblico perché i filtri applicati dai gestori – i quali chiedono bilanci consolidati e il possesso di beni patrimoniali – non sono superabili dalle start up. Nel contempo queste start up non hanno possibilità di gestire un proprio portale di raccolta di equity capital chiedendo regolarmente l’autorizzazione CONSOB poiché lo stesso regolamento prevede che questa possa essere richiesta soltanto da un soggetto economico avente come specifica ragione sociale la gestione del portale. E questo è un imbuto che di fatto elimina l’accesso al credito tramite raccolta di equity crowdfunding da parte delle start up.
L’unica soluzione è, in buona sostanza, allestire un sito proprio di Lending crowdfunding, Reward crowdfunding e Royalty crowdfunding (dei quali parliamo in altra sezione del sito).
Il progetto CDIY di investimenti di Alti Rendimenti è, quindi, collegato con i progetti della UNI.CO-LIVE i quali si inseriscono nel settore residenziale per studenti universitari fuori sede con la costituzione di vari progetti di co-living diffuso e localizzati in maniera baricentrica rispetto alle facoltà descritte nei progetti medesimi. Il tutto per i principali atenei italiani. Si parte dal progetto pilota dell’Università di Genova, per passare poi in successione per i prossimi anni accademici ad altri atenei.
Caratteristica essenziale del programma è che le unità abitative destinate al co-living sono esplicitamente progettate in funzione dell’uso specifico che ne potranno fare gli studenti universitari della facoltà del progetto poste nelle immediate vicinanze.
Si tratta di un co-living limitato a singoli alloggi detti unità immobiliari urbane per il co-living (Poli di co-living) dove troveranno posto da tre a massimo venti studenti ognuno con la propria quota individuale di co-living (Unità di co-living). La quota di co-living non sarà data in locazione, ma venduta.
Ogni unità abitativa di co-living sarà progettata con criteri moderni e dotandola di arredi eleganti e prestigiosi e con ogni dotazione funzionale possibile; tutto con criteri ecologici e innovativi. Arredi e dotazioni saranno pertanto studiati nel dettaglio da un apposito pool di studio.
Ogni progetto sarà realizzato da imprese con grande capacità costruttiva, realizzativa e rispettosa dei tempi previsti dal capitolato.
Ogni quota di co-living avrà a disposizione per ogni studente uno spazio personale di minimo mq 20,00 destinato al riposo, allo studio, al mobilio e all’igiene personale e uno spazio collettivo variabile in base al livello di confort prescelto. Avremo, poi, tre diversi livelli differenziati per superfici e grado dotazionale: il livello Classic, il livello Smart e il livello Design per i quali si avranno rispettivamente mq 14,00, mq 17,00 e mq 20,00 come quota personale minima di spazi collettivi a disposizione. Per avere maggiori informazioni riguardo a questo aspetti è possibile visitare il sito della Uni-co.live Genova Srl (https://www.unicolive.it).
I proprietari delle quote di co-living saranno liberi di locare, a fine ciclo di studi o anche subito, quanto di loro proprietà e la Uni-co.live Genova Srl offrirà assistenza, se richiesta, per mettere al più presto a reddito le stesse.

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